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24 E 25 GIUGNO SCIOPERO GENERALE DELLE POMPE DI BENZINA



20/05/2009 - Gli impianti di rifornimento carburanti, sia su rete ordinaria che autostradale, rimarranno chiusi i giorni 24 e 25 giugno prossimi.
E’ la decisione assunta unitariamente dalle Organizzazioni di categoria FAIB, FEGICA e FIGISC.
A distanza diun anno esatto dalla sottoscrizione di uno specifico Protocollo d’Intesa tra la Categoria ed il Ministro Scajola – determinante per concludere positivamente la Procedura d’infrazione avviata dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia - tutti gli impegni assunti formalmente dal Governo volti a riformare il settore e garantire anche per i Gestori condizioni di equità, di maggiore concorrenza e di modernizzazione della rete distributiva, sono rimasti lettera morta.
A cominciare dalla convocazione di quel “tavolo delle regole del petrolio”, ripetutamente annunciato e mai avviato, per finire agli interventi legislativi finalizzati a rendere finalmente possibile la nascita di attività diverse e collaterali all’interno degli impianti di rifornimento carburanti; attività finora negate ai Gestori dalla mancanza di investimenti delle compagnie, dall’inerzia dell'Amministrazione pubblica e dall’ostracismo di potenti lobby corporative. Al grande senso di responsabilità dimostrato dalla Categoria ed alla piena offerta di collaborazione sulla vicenda comunitaria il Governo non ha ancora corrisposto neppure confermando gli interventi fiscali riconosciuti ormai da anni ai Gestori in funzione del loro ruolo di “esattori”.
Tutto questo, mentre un ramo del Parlamento - con il parere favorevole del Governo- impone alla Categoria nuovi, onerosi e palesemente inapplicabili adempimenti, discriminandola rispetto a tutte le altre categorie del commercio.
Di fronte a questo quadro, i Gestori, che prestano un servizio essenziale e capillare per il Paese ed i Consumatori, sono loro malgrado costretti a chiudere i loro impianti per difendere ed affermare il legittimo diritto a continuare ad esercitare la propria attività.
Un diritto, in aggiunta, duramente compromesso, oltre che dal permanere di elementi distorsivi della concorrenza che penalizzano le imprese dei Gestori, dai comportamenti spregiudicati dell’industria petrolifera - sempre più impegnata a saldare i propri interessi con gli appetiti della grande distribuzione ai danni dei Gestori e dei Consumatori - che tenta apertamente di eludere il quadro contrattuale previsto dalle norme vigenti, precarizzando il Gestore ed erodendone significativamente, gli esigui margini, già stretti dalla forte contrazione delle vendite attuali e dal sensibile incremento dei costi fissi, negandone perfino il diritto ad un equo adeguamento.

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